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Ecco un articolo sull’iter che occorre seguire per ottenere i diversi ausili tecnici che il Servizio Sanitario Nazionale fornisce gratuitamente, in tutto o in parte, alle persone ipovedenti (così come ai non vedenti) o per poter fruire delle agevolazioni IVA previste dalla legge per l’acquisto degli stessi.

 

ITER PER L’OTTENIMENTO DEGLI AUSILI

 

Ogni soggetto che risulti affetto da minorazione visiva con residuo non superiore ad un decimo con correzione di lenti, ha diritto di avvalersi di ausili ottici e/o informatici, che gli permettano di affrontare meglio il suo deficit.

Distinguiamo due categorie di sussidi:

  1. quelli compresi e disciplinati dal cosiddetto “Nomenclatore Tariffario”

     

  2. gli articoli di uso comune non compresi nel Nomenclatore.

 

Il Nomenclatore Tariffario è una legge dello Stato, che indica gli ausili che possono essere ottenuti dal disabile, in genere gratuitamente, sulla base di un’apposita prescrizione del medico specialista (oculista). Rientrano in questa categoria i sussidi ottici ingrandenti, le lenti per occhiali, i monocoli, i videoingranditori, fissi e portatili; ne fanno parte, inoltre, alcuni strumenti informatici, quali scanner e programmi OCR, software di ingrandimento caratteri per computer e di sintesi vocale, ecc. Per ottenere uno di questi articoli, bisogna seguire la procedura che cerchiamo di descrivere qui di seguito, nelle sue linee “normali”. Resta inteso che, rivolgendosi alla Sezione, chiunque potrà sempre ricevere direttamente tutte le informazioni di cui abbia bisogno e tutta la necessaria assistenza nel disbrigo delle pratiche.

 

  1. Occorre anzitutto ritirare presso i competenti uffici invalidi (o presso gli uffici protesi) dell’Azienda Sanitaria un modulo appositamente predisposto per la richiesta degli ausili previsti dal Nomenclatore.

     

  2. Il modulo va quindi compilato specificando bene il tipo di ausilio che si intende richiedere. Questo punto è molto importante: l’indicazione dovrà essere la più precisa possibile, per facilitare l’oculista che sarà chiamato a rilasciarci la prescrizione e, successivamente, l’Asl che effettuerà la fornitura; questo servirà a limitare al minimo il rischio (sempre presente) di spiacevoli disguidi o di lunghi ritardi o, addirittura, di vederci assegnare un sussidio che non risponda alle nostre esigenze.

     

  3. N.B.: sul modulo di richiesta sarà bene ricordarsi di precisare anche, accanto al tipo di ausilio, il numero di codice corrispondente nel nomenclatore tariffario. Non è tassativamente obbligatorio aggiungere questa indicazione (ad esempio, si potrebbe lasciare che lo facciano l’oculista o l’impiegato dell’Asl che riceverà la richiesta); tuttavia è molto meglio farlo, per ragioni analoghe a quelle appena descritte.

     

  4. A questo punto, previo appuntamento e con il modulo di richiesta opportunamente compilato (o avendo raccolto tutte le informazioni necessarie per poterlo compilare), ci rivolgeremo ad un oculista dell’Asl per ottenere da lui la prescrizione dell’ausilio che ci interessa. Naturalmente converrà portare con sé qualche documentazione idonea ad attestare l’esistenza della minorazione visiva che dà diritto alla fornitura; in caso contrario lo specialista dovrà verificarla direttamente, per cui verremo sottoposti ad una visita, più o meno breve e approfondita.

     

  5. Ottenuta la prescrizione oculistica dell’ausilio, riconsegneremo il modulo all’Ufficio Invalidi dell’Azienda Sanitaria, che provvederà ad avviare la pratica per la fornitura e, se del caso, ci chiederà chiarimenti o ci inviterà a trasmettere ulteriori informazioni, ad esprimere le nostre preferenze, ad indicare dove sia possibile reperire lo strumento in questione, ecc.

     

  6. N.B.: se conosciamo uno o più fornitori dello strumento di cui abbiamo bisogno o se, meglio ancora, siamo in grado di far avere direttamente all’Asl uno o più preventivi di spesa, non sarà male farlo presente agli uffici. Anche questo potrebbe aiutarli ad orientarsi e potrebbe servire ad accelerare l’iter burocratico della pratica. Resta fermo che, in linea di principio, l’Azienda non ha l’obbligo di seguire le nostre indicazioni poiché, a parità di condizioni, è tenuta a rivolgersi al fornitore che pratica il prezzo più basso.

     

  7. Quando finalmente riceveremo il materiale che abbiamo richiesto, dovremo seguire le istruzioni che ci verranno date dagli uffici sanitari per l’effettuazione del suo “collaudo”, che è l’ultima operazione da compiere prima di poterne disporre completamente. In pratica, l’oculista che ha prescritto la fornitura dovrà attestare che le apparecchiature sono idonee e funzionano regolarmente. E’ molto probabile (di solito avviene così) che lo specialista si limiterà ad apporre il proprio “visto”, dopo avere avuto da noi la conferma che non vi sono problemi.

     

  8. Precisiamo infine che per alcuni degli ausili previsti dal nomenclatore tariffario la fornitura non è completamente gratuita. Qualora lo strumento che abbiamo richiesto rientri tra questi ultimi, potremo ottenerlo solo se saremo disposti a versare un contributo alla spesa, nella misura che ci verrà indicata dagli uffici sanitari.

 

Per gli ausili della seconda categoria, cioè quelli non iscritti nel nomenclatore tariffario, essendo anch'essi strumenti volti ad agevolare l'autonomia delle persone con handicap, godono comunque di un'aliquota iva ridotta rispetto a quella ordinaria.

Per avere ulteriori informazioni potete rivolgervi agli uffici della sezione che sapranno fornirvi tutti i chiarimenti. Questa voleva essere una guida in linea di massima per l'iter da seguire quando si richiede un sussidio.

 

 

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